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TRADIZIONI
Casacce e' il nome che assunsero le confraternite liguri in epoca tardo medioevale sotto l'egida e l'influenza della Repubblica di Genova. Si ha notizia dell'esistenza di confraternite gia' in epoca romana.Inizialmente formate da persone di ambito ecclesiastico vennero affiancate attorn0 all'anno mille da altre composte esclusivamente da laici che di questo periodo assunsero la tipica ed estrema forma di ascetismo "la flagellazione" tanto da essere definite confraternite dei "battenti" e in seguito "disciplinati". Con l'inizio del quattrocento e per opera del frate francescano Bernardino da Siena vennero messe in regola con la Chiesa.Gli anni successivi vedono il loro distacco dalle chiese e dai conventi e con la realizzazione di sedi proprie inizia un processo che portera' le confraternite e gli oratori ad essere germe e terra nella nascita delle Casacce.Il seicento e il settecento vedono le Casacce al vertice della loro popolarita'.
La loro importanza cresce e le loro apparizioni si fanno sfarzose,argentieri,ebanisti,sellai,sarti,magnificano devozione ed arte nelle loro processioni.Difficile in quesste condizioni mantenersi autonomi dalla Chiesa e dal potere temporale.Di requisizione in requisizione,operate dalla Repubblica, si arriva al triste anno del loro scioglimento,il 1811 ad opera del governo francese.Con l'annessione della Repubblica al Regno Sabaudo avvenuta nel 1814, anno in cui i francesi lasciarono la Liguria dopo averne fuso gran parte dei mirabili argenti,molte Casacce si riformano.Di altre invece sopravvivera' solo il ricordo.Si ricostituisce parte del patrimonio di argenterie,vestiti,casse e finimenti e si riprendono le processioni.Nel frattempo molte cose sono cambiate,le Casacce cittadine non sopravvivono alla mutata condizione della citta',mentre restano attive quelle delle periferie delle localita' montane e rivierasche.Attualmente le confraternite delle Casacce continuano la loro attivita' come supporto di chiese locali,perpetuando un patrimonio di memoria fatto di gesti e di costumi, ma anche una tradizione di profonda devozione laica
M.P.